{"id":3128,"date":"2012-02-20T19:13:45","date_gmt":"2012-02-20T18:13:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wtkg.it\/?p=3128"},"modified":"2012-02-23T09:46:44","modified_gmt":"2012-02-23T08:46:44","slug":"i-disabili-veri-dimenticati-dallo-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wtkg.it\/?p=3128","title":{"rendered":"I disabili (veri) dimenticati dallo Stato"},"content":{"rendered":"<p>In Italia 2 milioni 800 mila di persone non autosufficienti. E tutto il carico ricade sulle spalle delle famiglie.<\/p>\n<p>MILANO &#8211; \u00abUn pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno, uno storpio 5,50, un criminale 3,50&#8230;\u00bb. Iniziava cos\u00ec un problema del manuale di matematica nella Germania nazista del 1940: lo scolaro doveva calcolare, senza quei pesi, quanto si poteva risparmiare. Alla larga dai paragoni provocatori, ma che razza di Paese \u00e8 quello che taglia i fondi ai disabili? Ed \u00e8 lecito che sfrutti fino in fondo, come denuncia il Censis, le famiglie che si fanno carico giorno dopo giorno, spesso eroicamente, dell\u2019assistenza?Pochi numeri, presi da un\u2019inchiesta del \u00abSole 24 Ore\u00bb, dicono tutto. Rispetto al Pil, l\u2019Italia spende molto pi\u00f9 della media dell\u2019Europa a 15 per le pensioni (16,1% contro 11,7%), come gli altri nel totale del welfare (26,5% contro 26%) ma nettamente meno per la non autosufficienza: 1,6% contro 2,1%. Un quarto di meno. Non bastasse, negli ultimi anni, nella scia della scoperta di casi come quello emerso la settimana scorsa al rione Santa Lucia di Napoli (dove secondo il \u00abMattino\u00bb 9 su 10 degli invalidi controllati erano falsi) l\u2019accetta si \u00e8 abbattuta sui costi del pianeta della disabilit\u00e0 colpendo tutti.<!--more--> I furbi ma pi\u00f9 ancora i disabili veri, verso i quali lo Stato era gi\u00e0 storicamente molto tirchio.Basti vedere, in un\u2019analisi di Antonio Misiani, il taglio delle due voci che pi\u00f9 interessano l\u2019handicap. Dal 2008 al 2013 il Fondo per le politiche sociali precipita nelle tabelle del governo Berlusconi da 929,3 milioni di euro a 44,6. Quello per la non autosufficienza da 300 a 0: zero! Numeri che da soli confermano il giudizio durissimo del Censis: \u00abLa disabilit\u00e0 \u00e8 ancora una questione invisibile nell\u2019agenda istituzionale, mentre i problemi gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate sole nei compiti di cura\u00bb. Peggio: \u00abL\u2019assistenza rimane nella grande maggioranza dei casi un onere esclusivo della famiglia\u00bb.Scegliamo una storia esemplare, una fra centinaia di migliaia. Quella di Gloriano e di sua moglie Mariagrazia. Lui fa l\u2019elettricista, lei lavorava in una fabbrica tessile finch\u00e9, 28 anni fa, non fu costretta a mollare per seguire Giulia. La piccola aveva dei problemi. Seri. \u00abLa prima diagnosi fu emessa dopo quasi 4 anni (non per colpa nostra!..) dalla nascita: \u201cRitardo psicomotorio con deficit cognitivo in paralisi cerebrale minima\u201d\u00bb. Problemi che con il passare del tempo si sono sempre pi\u00f9 aggravati. Basti dire che, nonostante gli insegnanti di sostegno a scuola, i progetti di recupero, l\u2019assistenza minuto per minuto dei genitori, non ha mai imparato a leggere e scrivere.Fatto sta che al secondo accertamento sull\u2019handicap, al 18\u00b0 compleanno, il responso fu netto: \u00abInvalida con totale e permanente inabilit\u00e0 lavorativa 100%\u00bb. Tanto per capirci, spiega la madre, \u00e8 del tutto non autosufficiente. Ogni consulto, ogni cura, ogni tentativo d\u2019arginare la progressiva deriva della malattia sono stati inutili. Colpa di un\u2019anomalia, pare, \u00abdel cromosoma 16\u00bb. Finch\u00e9 nel 2006 il degrado \u00e8 stato nuovamente verificato: \u00abInsufficienza mentale medio-grave in paraparesi spastica (neurologica e sensitiva assonale) cognitiva. Scoliosi e invalidit\u00e0 al 100% con necessit\u00e0 di assistenza continua\u00bb.Un calvario. Una vita intera inchiodata minuto per minuto, giorno dopo giorno, anno dopo anno a quella missione. Unici momenti di tregua, indispensabili per respirare e non impazzire, quelli in cui Giulia, sia pure sempre pi\u00f9 a fatica, veniva affidata a strutture di assistenza tipo le case famiglia: \u00abNostra figlia ha sempre desiderato sin da piccola di stare coi bambini prima e poi man mano che cresceva con i ragazzi e comunque in mezzo alla gente\u00bb. Una soluzione che l\u2019anno scorso aveva permesso a Gloriano e Mariagrazia di fare perfino, evviva, una breve vacanza.Costava 27 euro al giorno, alla famiglia, l\u2019accoglienza di Giulia in una comunit\u00e0-alloggio di Abano Terme: \u00abPoi, prima di Natale, ci \u00e8 stato comunicato che il contributo familiare sarebbe salito a 92 euro e 68 centesimi, cio\u00e8 la quota alberghiera totale\u00bb. Troppi, per chi riceve dallo Stato, per prendersi cura 24 ore su 24 di quella figlia totalmente disabile, una pensione lorda mensile di 270,60 euro pi\u00f9 l\u2019indennit\u00e0 di accompagnamento di 487,39 per un totale complessivo di 757 euro e 99 centesimi.I giornali locali ne hanno fatto un caso, giustamente, di quelle cento o centoventi famiglie che di colpo si sono viste togliere quel servizio che per molti rappresentava l\u2019unica occasione per \u00abstaccare\u00bb un po\u2019. \u00abDiventer\u00e0 un servizio solo per chi potr\u00e0 permetterselo?\u00bb, si \u00e8 chiesto il settimanale diocesano \u00abLa difesa del popolo\u00bb.Ma la storia della famiglia di Giulia va moltiplicata, come dicevamo, per centinaia di migliaia. Dice la pagina \u00abLa disabilit\u00e0 in cifre\u00bb dell\u2019Istat che in Italia i disabili \u00absono 2 milioni 600 mila, pari al 4,8% circa della popolazione di 6 anni e pi\u00f9 che vive in famiglia. Considerando anche le 190.134 persone residenti nei presidi socio-sanitari si giunge a una stima complessiva di poco meno di 2 milioni 800 mila persone\u00bb.In primo luogo, ovvio, ricorda uno studio della Caritas Ambrosiana, ci sono i vecchi: \u00abSecondo un\u2019indagine dello Studio Gender, l\u2019Italia spende meno della met\u00e0 di quanto fanno in media gli altri Paesi europei per l\u2019assistenza agli anziani\u00bb. Risultato: \u00abla cura dell\u2019anziano non pi\u00f9 autosufficiente ricade sulle famiglie. In due casi su tre lasciate a loro stesse. In particolare sono le donne, figlie, mogli, nuore, le indiscusse protagoniste del lavoro di cura\u00bb.Per i disabili pi\u00f9 giovani, spiega al sito superabile.it Pietro Barbieri, presidente della Fish, la Federazione italiana del sostegno all\u2019handicap, il quadro \u00e8 lo stesso: \u00abDa noi si spende meno della met\u00e0 della media europea a 15 per la non autosufficienza. E il dato comprende sia l\u2019indennit\u00e0 civile che l\u2019assistenza domiciliare pagata dai Comuni. Qui non si tratta di prendere provvedimenti pi\u00f9 equi, qui si dice alle famiglie \u201carrangiatevi!\u201d\u00bb E a quel punto sapete cosa accadr\u00e0? \u00abChe le famiglie cominceranno a chiedere il ricovero per un congiunto non autosufficiente. E a quel punto avremo una maggiore segregazione di persone che non hanno fatto nulla di male e un costo molto pi\u00f9 alto per il Paese. Si pensi al costo giornaliero di una degenza\u00bb.Facciamo due conti? Questi disabili non anziani, secondo la Fish, sarebbero circa 400 mila. Se le famiglie, abbandonate a se stesse, fossero obbligate a scaricare i figli e i fratelli sul groppone dello Stato, questo sarebbe obbligato a costruire strutture per un costo minimo (dall\u2019acquisto del terreno alla costruzione fino all\u2019arredamento) di 130 mila euro a posto letto per un totale di 52 miliardi. Per poi assumere, stando ai protocolli, almeno 280 mila infermieri, psicologi, cuochi, inservienti per almeno altri 7 miliardi l\u2019anno. Pi\u00f9 tutto il resto. Un peso enorme, del quale l\u2019Italia di oggi non potrebbe assolutamente farsi carico.E allora ti domandi: possibile che lo Stato non si accorga di quanto si fanno carico al suo posto le famiglie? Lo studio presentato ieri dalla Fondazione Cesare Serono e dal Censis, e centrato sulle persone colpite dalla sclerosi multipla e dall\u2019autismo, dice che \u00abil 48,5% dei malati ha bisogno di aiuto nella vita quotidiana. Ma il dato oscilla dal 9,5% di chi si definisce lievemente o per nulla disabile all\u201983% tra i malati pi\u00f9 gravi\u00bb.Bene: \u00abLe risposte arrivano quasi solo dalle famiglie. Il 38,1% dei malati riceve assistenza informale tutti i giorni dai familiari conviventi (e la percentuale aumenta tra chi riferisce livelli di disabilit\u00e0 pi\u00f9 elevati: 62,8%).L\u2019aiuto quotidiano da parte di parenti non conviventi e amici \u00e8 pi\u00f9 raro (8,1%)\u00bb. E se \u00e8 \u00abminoritario il supporto offerto dal volontariato (8,4%)\u00bb solamente \u00abil 15,3% riceve aiuto da personale pubblico e solo il 3,3% tutti i giorni\u00bb. Umiliante.Tanto \u00e8 vero che le famiglie, dignitosamente, non chiedono soldi, nonostante si sobbarchino spese molto spesso insopportabili: chiedono collaborazione. \u00abL\u2019assistenza domiciliare \u00e8 ritenuta uno dei servizi pi\u00f9 utili dal 77,5% del campione e il 72,4 ne ritiene necessario il potenziamento\u00bb. Gli \u00abaiuti economici e gli sgravi fiscali\u00bb vengono dopo.Lo studio presentato ieri dice tutto: \u00abLa disabilit\u00e0 della persona con autismo ha avuto un impatto negativo sulla vita lavorativa del 65,9% delle famiglie coinvolte nello studio. In particolare, il 25,9% delle madri ha dovuto lasciare il lavoro e il 23,4% lo ha dovuto ridurre\u00bb. Uno Stato serio, davanti a numeri cos\u00ec, se lo deve porre il problema. Perch\u00e9 sarebbe inaccettabile scaricare ulteriori responsabilit\u00e0 e fatiche e spese e angosce su quelle famiglie. Ci sono gi\u00e0 state, come ricordavamo, stagioni orribili in cui i disabili (si pensi a certi manifesti tedeschi degli anni Trenta&#8230;) sono stati visti come un fardello economico. Mai pi\u00f9.<a href=\"http:\/\/www.wtkg.it\/wp-content\/snoopy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-3137\" title=\"snoopy\" src=\"http:\/\/www.wtkg.it\/wp-content\/snoopy-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Gian Antonio Stella<\/strong><\/p>\n<p><em>(Corriere della Sera)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia 2 milioni 800 mila di persone non autosufficienti. E tutto il carico ricade sulle spalle delle famiglie. MILANO &#8211; \u00abUn pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno, uno storpio 5,50, un criminale 3,50&#8230;\u00bb. 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